mercoledì 25 maggio 2016

Il Potere Curativo del Sangue Mestruale

Non avevo sentito parlare, che il sangue mestruale potesse essere anche curativo, 
ricercando ho scoperto che già nel 2008 scienziati in Giappone hanno identificato che cellule prelevate
dal sangue mestruale possono essere coltivate in laboratorio e usate come cellule staminali per riparare il tessuto cardiaco danneggiato.
Un recente studio condotto in Brasile nel 2014, suggerisce che le cellule derivate dal sangue mestruale sono in grado di creare un sistema di livello di alimentazione per la creazione di cellule staminali embrionali umane.
 Il dott. Miyoshi e i suoi colleghi in Giappone hanno scoperto che il sangue mestruale contenente cellule precursori che possono essere utilizzati per lo sviluppo materiale terapeutico delle cellule staminali cardiache: cellule mesenchimali (MMC). 

Nove donne hanno donato il loro sangue mestruale e le cellule precursori sono state coltivate e inserite nelle cellule dal cuore dei ratti. Circa il 20 per cento di MMC cominciò a battere fogli spontaneamente e, infine il tessuto muscolare cardiaco, pian piano si è riformato. Questo tasso di successo è circa 100 volte superiore alla 0.2 a 0.3 per cento di cellule staminali derivate da midollo osseo umano.
Le culture antiche valutavano molto il potere del sangue mestruale.

E 'stato spesso utilizzato in cerimonie di guarigione. 
Nella medicina cinese, il sangue mestruale è stato chiamato il Gui celeste, legata alla espressione di una donna della sua essenza (Jing).
Il canale che regola più direttamente il sangue mestruale è il Canale Penetrante (Chong Mai). Purtroppo molte religioni moderne hanno escluso le donne mestruate dai loro luoghi di culto ed etichettati loro come sporco. .Molte donne oggi vedono il loro sangue come fastidioso, come qualcosa da nascondere alla vista. 
Alcuni addirittura sono felice di prendere i farmaci per sopprimere del tutto la perdita di sangue. 
E 'interessante che la scienza moderna è ora ri-scoprire il potere di guarigione di sangue mestruale.


Fonte: https://wellmother.wordpress.com/2015/06/22/the-healing-power-of-menstrual-blood/


martedì 5 aprile 2016

Caro seno...

“Caro seno...

Sei così carino. Sul serio. e con te mi sento super carina. Mi mancherai...Con il tuo piccolo capezzolo L’allegra che danno tette. Ti voglio bene. Sei stato una fonte di piacere per così tanti anni. Mi mancherai davvero!

Ma ascolta amico. E ' ora di andare. Il lato destro mi ha gia lasciato in fretta e ora è il momento per te di andare. Tu non lavori piu per conto tuo. E senza il tuo vero amico, il seno destro - tu non vuoi piu lavorare per me. Questa parte della mia vita con il seno è finita e comunque sto bene. Ti voglio bene seno ma devi andare - oggi ti dirò addio."

Poi mi sono guardato intorno, in ospedale nella mi camera, per assicurarmi che ero sola e ho dato al mio capezzolo un pizzicoto adesso posso ricordare come ci si sente. Owch!!

Quando mi hanno portata in sala operatoria ero pronta. Ho detto ciao a tutte le infermiere. Li ho ricordato volevo essere piatta. Non stavo facendo la ricostruzione, ma stavo diventando piatta.

Ho anche ricordato al mio chirurgo di voler essere piatta per bene. Come mi sono appisolata per dormire mi disse " ricordati dottore voglio essere una tavoletta piatta piatta piatta." Ho pensato che fosse stato divertente… e quando mi sono svegliata dopo la chirurgia, stavo ridendo. Strano!

Il mio intervento è durato giorno chirurgia (incredibile eh?) Allora devo andare a casa nel pomeriggio? Gerry mi stava aiutando a vestirmi e lui ha tirato fuori dalla mia canottiera e ha detto " sei bellissima Sarah. Sei ancora piu bella!."

Oddio... E ' incredibile, non è vero?? Gerry è il mio eroe. E ' stato con me per ogni appuntamento con i medici, ogni intervento, ogni attacco di panico. Sono così fortunata ad essere sposata con il mio migliore amico.

Il recupero è stato ok. Non c'è stato molto dolore dopo l’intervento...

Ieri è stata l’8 giorni dopo l'intervento chirurgico e il mio primo giorno in giro senza il mio seno. Chi ha bisogno di tette grandi quando puoi indossare grandi orecchini??

Sto cercando di pensare a una buon hashtag. Ho voglia di urlare ad altre sopravvissute a non nascondersi dietro la mastectomia dalle sciarpe a balze ma invece essere fiere delle scelte che hanno fatto, sopravvivere il cancro e da coraggiose!

Questo mio ultimo intervento mi ha spinto a smettere di inseguire il mio corpo di adolescente e ho deciso finalmente dopo molti anni di abbracciare  l'amore di questo mio corpo e a vestirsi per impressionare!!!

Il mio corpo è stato in guerra e ora è ritorno... E io amo me stessa oggi.

Esattamente com'è. Ogni sfregiato centimetro.

http://www.blog.govegan.net/flat/

lunedì 14 marzo 2016

TENDE ROSSE MA ANCHE DELLA LUNA E NERE

Tende rosse, tenda della luna, tende nere… cosa sono?

Sappiamo della tenda rossa principalmente grazie al romanzo di Anita Diamant, “La tenda rossa”, pubblicato nel 1997 .E’ la storia di Dinah, figlia di Giacobbe della cui esistenza appena si accenna nella Bibbia. La vicenda è narrata in prima persona.
Nella tenda rossa le donne della tribù trovavano il sostegno reciproco e la saggezza condivisa dalle altre donne.
Diamant basa il concetto di Tenda Rossa sulle capanne mestruali utilizzate dalle società primitive e oggi ancora evidenti in alcune culture, come coloro che praticano la religione tradizionale Dogon del Mali, in Africa occidentale.
Questa tradizione antica sta rifiorendo nel mondo del Sacro Femminino rifacendosi alle antiche culture. E’ una forma di cerchio al femminile, chiamato così per le sue origini.
Ad esempio, presso i nativi americani veniva chiamata Tenda della Luna, il luogo in cui le donne, delle tribù dei Nativi Americani, si ritrovavano durante il loro periodo mestruale per essere in comunione le une con le altre e con i mutamenti che si verificano all’interno dei loro corpi.
Molto tempo fa, durante questo speciale periodo del ciclo lunare, le donne venivano allontanate dai doveri familiari perché potessero ritirarsi nella Tenda della Luna e beneficiare della compagnia delle loro Sorelle.
Tradizionalmente, il Tempo della Luna è il sacro momento in cui una donna viene onorata come una Madre della forza Creatrice. In questo periodo la donna abbandona la vecchia energia trasportata dal corpo e si prepara a ricollegarsi con la nuova fertilità di Madre Terra che porta con sé nel corso della Luna o mese, seguente.
I Nativi Americani pensano che durante il Tempo della Luna, la donna si riconnetta con Nonna Luna e Madre Terra, poiché la Luna regola il flusso delle maree (l’acqua o il sangue, di Madre Terra) e il ciclo della donna segue lo stesso tipo di ritmo.
Considerate per molti secoli Veggenti e Oracoli importanti delle Tribù, questa donne hanno confidato nei cicli del loro corpo e lasciando emergere con essi anche le proprie sensazioni,
Nella Tradizione Seneca, le Tende di Medicina e le Tende della Luna delle donne vengono a volte chiamate Tende Nere.
Il nero è il colore dell’Ovest nella Ruota di Medicina ed è in questa Direzione che si dice aver spazio la donna, poiché questo spazio è il luogo di tutti i nostri domani e la dimora dell’Orsa. Come l’Orsa si ritira nella grotta per digerire le informazioni e il cibo accumulati durante l’anno, così la donna si ritira nella tenda della Luna per onorare i doni che ha ricevuto da Madre Terra durante la Luna passata. Il colore nero del cielo notturno è dominato dalla luce argentea di Nonna Luna ed è di natura femminile. Questo è un altro motivo per cui le tende della donna nativa americana sono chiamate Tende Nere.
Le Tende Nere costituiscono il centro della Medicina della donna e l’unità della Sorellanza.
Secondo la Tradizione dei Nativi, ciascuno stadio della crescita femminile viene festeggiato e spiegato alle giovani ragazze che stanno diventando donne. L’insegnamento inizia prima dal menarca ed è segnato dai Riti di Passaggio. Ogni donna della tribù viene rispettata per il fatto di essere una Madre della Forza Creatrice, A ciascuna ragazza viene spiegato il Ciclico della Luna quando è pronta a diventare una forza capace di regolare il flusso della marea, come Nonna Luna. La ragazza impara a rispettare il proprio corpo e le sue necessità; in oltre viene istruita sul significato di essere donna e preparata a prendere il proprio ruolo tra le donne della Tribù.
Durante il Tempo della luna, alle donne veniva permesso di riposare; non si occupavano della cucina e non partecipavano alla quotidianità, che prevedeva mansioni pesanti. La Tradizione viene dal fatto che le donne avevano bisogno di accudire loro stesse durante il periodo del mestruo. Era considerato un diritto sacrosanto dalla donna il fatto di potersi ritirare per essere accudita e nutrita da Madre Terra, poiché ella aveva già adempito alla propria responsabilità di nutrire gli altri durante tutto il resto del mese.

fonte:https://occhiditerra.wordpress.com/2016/02/05/tende-rosse-ma-anche-della-luna-e-nere/

domenica 13 marzo 2016

La sorellanza

Vi è un particolar stato di essere che sono andata scoprendo negli anni e che tutt’oggi
sperimento: la sorellanza.
La sorellanza non è sentirsi amiche. Ha nulla a che fare con l’essere legate da un filo di sangue di stampo familiare. E’ molto, molto di più. La sorellanza varca quei confini dettati da ogni convenzione, da ogni modo di pensare. Naviga in mari puliti e liberi. Sperimentare la sorellanza non è provare alcun tipo di gelosia, invidia, rabbia, rancore, aspettative. Tutte quelle emozioni che muovono qualcosa di ”basso” insomma.
Vivere la sorellanza è sentirsi partecipi della gioia dell’altra, ma non solo sentirsi,  è partecipare col corpo, coi pensieri, con le emozioni tutte intere, ai successi dell’altra, alle sue conquiste, alle sue vittorie ed anche alle sue sconfitte. E’ comprendere che ogni passo che l’altra, la sorella, compie è un passso che fa per noi, è una strada che disegna per se stessa e non solo, è un sentiero che traccia per altre donne, per altre sorelle che sono in cammino.
La sorellanza è libertà dai se, dai ma, dai forse. E ancora dai sospetti che troppo spesso noi donne serbiamo nel cuore.
E’ libertà perchè sconfina in quel sentire che l’altra è parte di noi, che la sua vita è la nostra vita. Come non poterne quindi gioire.
E quando si varca questa soglia non si ha più davvero voglia di rimanere fermi a stagnare in tutto quel ”fango” in cui molto spesso noi donne amiamo veleggiare.
Si può tendere una fune questo si, ma se qualora questa fune si dovesse spezzare allora si procede oltre lasciando che quella barca prosegua seguendo il suo mare. Senza giudizio ma con la sola comprensione che ognuno è responsabile di se stesso. Nulla più.
La sorellanza è quel filo comune di sangue poiché questo a tutte noi appartiene. E’ andare nella trasparenza di uno sguardo. Nella mano tesa.
Nell'abbraccio che tutto contiene.


Fonte: http://www.glicinedorato.net/wordpress/2016/02/17/la-sorellanza/

Congedo mestruale per le dipendenti di un'azienda nel Regno Unito.

L'obiettivo è dare una maggiore flessibilità e creare "un ambiente lavorativo felice e sano"
E' UNA BUONA notizia per tutte quelle donne che soffrono di dolori nei giorni del ciclo. Nel Regno Unito un'azienda di Bristol, la Coexist, ha deciso di introdurre un congedo mestruale alle sue dipendenti che soffrono di dismenorrea. L'obiettivo è dare loro una maggiore flessibilità e creare "un ambiente lavorativo felice e sano". E si sa che quando il clima in ufficio è buono, diventa anche più produttivo.

giovedì 25 febbraio 2016

Le Donne che viaggiano da sole

                                 

Il vento è cambiato..
Le donne, il mondo se ne sta accorgendo, hanno voglia di andare lontano e accelerano sull'indipendenza. Sono sempre più numerose quelle che scavalcano le barriere culturali e partono per soddisfare la curiosità di conoscere, attraverso il mondo, chi sono veramente.
" Il silenzio, l'essere soli con se stessi, ti costringono a lasciare andare tutto. Piangi, ridi, ti meravigli, senza dover dare spiegazioni a nessuno. "
Bisognerebbe sfatare il mito della donna che senza un uomo al suo fianco, ma anche senza un amico o un'amica, sia forzatamente votata a tristi viaggi in gruppo o, peggio, a restare a casa pur di non apparire sola in albergo e attirare pettegolezzi. Un pregiudizio duro a morire, se i viaggi da sola vuol dire che nessuno ti vuole, quindi sei noiosa, antipatica, viziata o, "le donne a modo non viaggiano sole".
Viaggiare da sole non significa affatto essere sole, l'unica certezza che possiamo avere nella nostra vita è che nessuno sarà vicino a noi per sempre, quindi stare in compagnia di noi stessi non dovrebbe essere un problema.
Dicono anche che per le donne sia pericoloso.. La risposta è no!
I posti pericolosi lo sono sia in due che in uno, certo, non bisogna trovarsi in situazioni pericolose o porci in situazioni da creare eventi spiacevoli. Le situazioni di pericolo si possono trovare ovunque, sia in casa che nelle città.
Il fenomeno delle donne che viaggiano da sole è oramai una realtà consolidata e in crescita. In Italia il viaggio senza compagnia non è ancora del tutto accettato. In giro per il mondo però, esistono diverse iniziative per supportare le donne che viaggino. Ci sono ostelli per sole donne e hotel che dedicano al sesso femminile interi piani.

Le donne in vacanza da sole diventano più forti e piene di energia..

Per concludere:  " Se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti indietro tutto ciò che ti è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa a vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esterna che interna, se sei veramente intenzionata a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio, se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti, e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa."





                                                                                  -Mangia, prega, ama. (film di una donna che viaggia)
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/frasi-film/m/magia-pre-134825>


lunedì 9 novembre 2015

Parliamo di incontinenza: le 5 cose da sapere

In Italia sono circa 5 milioni le persone che soffrono di incontinenza, donne e uomini che vivono in un perenne stato di tensione e di vergogna. Che stentano a parlarne perfino con il medico. Cerchiamo di capire cos’è e cosa si può fare per combatterla insieme agli specialisti della Società Italiana di Urodinamica (SIUD).
Come si manifesta. I due tipi di incontinenza più comuni sono da sforzo e da urgenza. Esiste poi anche una forma mista che presenta caratteristiche di entrambi i tipi. Nel primo caso a causare la fuoriuscita involontaria di pipì basta anche uno starnuto, un colpo di tosse, o una risata. L’incontinenza da sforzo è legata a un deficit dello sfintere uretrale o del supporto muscolare e fasciale del pavimento pelvico. Le perdite in questo caso non sono tipicamente precedute dalla sensazione di urinare e variano, a seconda dei casi, da poche gocce a un flusso più significativo. Si parla invece di incontinenza da urgenza quando la perdita involontaria di urina è simultanea o preceduta da uno stimolo urgente. È di solito legata ad una iperattività del muscolo liscio vescicale chiamato detrusore, per cui quest’ultimo di contrae in modo involontario.
Le cause. Nell’uomo l’incontinenza da sforzo è spesso un effetto secondario della chirurgia sulla prostata (soprattutto chirurgia radicale per tumore). Nella donna, contribuiscono alla genesi dell’incontinenza danni che possono verificarsi durante la gravidanza e soprattutto il parto. Spesso però l’incontinenza compare con la menopausa. In menopausa infatti il calo degli estrogeni mette in evidenza un danno che si è verificato in precedenza. Anche l’obesità (soprattutto nelle donne) e la scarsa attività fisica contribuiscono al problema: i muscoli del pavimento pelvico devono supportare l’eccesso di peso addominale. La perdita di peso a volte può migliorare l’incontinenza, senza altro trattamento. Alcol e caffeina, in quantità eccessive, possono causare una perdita del controllo della vescica. Il fumo di per sé non fa male a chi ha problemi di continenza ma può provocare quel colpo di tosse che esercita pressione sulla vescica. L’iperplasia prostatica benigna (ingrossamento della ghiandola prostatica) è la causa più comune di sintomi del basso apparato urinario negli uomini dopo i 40 anni. Raramente, si potrà verificare un’incontinenza da urgenza. L’incontinenza può svilupparsi come effetto secondario in chi assume farmaci antidepressivi, lassativi, diuretici e sedativi. Infine, le malattie neurologiche come la sclerosi multipla, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, l’ictus e le lesioni del midollo spinale possono interferire con la funzione della vescica.
La diagnosi. Si può basare la diagnosi di incontinenza su poche valutazioni semplici da far fare a tutti i pazienti (primo livello) o su esami complessi e ultraspecialistici da eseguire in casi selezionati (secondo livello). Fanno parte degli esami del primo livello (oltre all’anamnesi ed all’esame obiettivo) un esame delle urine, il diario minzionale (in cui il paziente dovrà annotare, per alcuni giorni, l’ora di ogni minzione e la quantità di urina emessa o le perdite), il Pad test (test del pannolino), in cui il pannolino viene pesato prima e dopo una serie di esercizi per quantificare le perdite di urine, i questionari sintomatologici. Gli esami di secondo livello comprendono tecniche di imaging e valutazioni urodinamiche che possono chiarire il quadro disfunzionale del paziente.
Le terapie. L’incontinenza urinaria può essere oggi trattata con successo, spesso attraverso la combinazione di più approcci. La terapia riabilitativa, quella farmacologica e quella chirurgica possono essere utilizzate (in sequenza o anche simultaneamente) per trattare le diverse forme di incontinenza. Nel primo caso si tratta di esercizi che tendono al rinforzo e al migliore utilizzo dei muscoli del pavimento pelvico. È considerata la prima forma di terapia in tutti i tipi di incontinenza urinaria. Il secondo step è quello farmacologico: si possono usare farmaci che bloccano l’iperattività detrusoriale (antimuscarinici, beta3-agonisti), che rinforzano l’azione sfinterica (Duloxetina) o terapie ormonali, di solito topiche. La tossina botulinica può essere utilizzata, con somministrazione diretta nella parete vescicale, in casi di iperattività detrusoriale resistenti alle terapie di primo livello. Altri farmaci, come i glicosaminoglicani (acido ialuronico, condroitinfosfato) possono essere somministrati per infusione endovescicale per ridurre stati di irritazione della parete vescicale. Con la terapia chirurgica, infine, si cerca di ripristinare un supporto per la vescica e l’uretra. Si utilizzano sempre più tecniche mini-invasive. In alcuni casi (nella donna) c’è necessità di correggere anche un associato prolasso degli organi pelvici.
Gli ausili. I più comunemente usati sono i gli assorbenti per incontinenti. Sono disponibili in una gamma completa di misure e livelli di assorbenza e sono pensati anche per eliminare gli odori sgradevoli. Il catetere di solito viene inserito un catetere vescicale con sacca di raccolta da gamba soprattutto dopo un intervento chirurgico. Dovrebbe rappresentare una misura temporanea. Il Servizio Sanitario Nazionale, in Italia, fornisce gratuitamente cateteri e pannolini ma non i farmaci che possono curare le diverse condizioni disfunzionali.


fonte: http://www.galileonet.it/2015/06/incontinenza-5-cose-da-sapere/