lunedì 14 marzo 2016

TENDE ROSSE MA ANCHE DELLA LUNA E NERE

Tende rosse, tenda della luna, tende nere… cosa sono?

Sappiamo della tenda rossa principalmente grazie al romanzo di Anita Diamant, “La tenda rossa”, pubblicato nel 1997 .E’ la storia di Dinah, figlia di Giacobbe della cui esistenza appena si accenna nella Bibbia. La vicenda è narrata in prima persona.
Nella tenda rossa le donne della tribù trovavano il sostegno reciproco e la saggezza condivisa dalle altre donne.
Diamant basa il concetto di Tenda Rossa sulle capanne mestruali utilizzate dalle società primitive e oggi ancora evidenti in alcune culture, come coloro che praticano la religione tradizionale Dogon del Mali, in Africa occidentale.
Questa tradizione antica sta rifiorendo nel mondo del Sacro Femminino rifacendosi alle antiche culture. E’ una forma di cerchio al femminile, chiamato così per le sue origini.
Ad esempio, presso i nativi americani veniva chiamata Tenda della Luna, il luogo in cui le donne, delle tribù dei Nativi Americani, si ritrovavano durante il loro periodo mestruale per essere in comunione le une con le altre e con i mutamenti che si verificano all’interno dei loro corpi.
Molto tempo fa, durante questo speciale periodo del ciclo lunare, le donne venivano allontanate dai doveri familiari perché potessero ritirarsi nella Tenda della Luna e beneficiare della compagnia delle loro Sorelle.
Tradizionalmente, il Tempo della Luna è il sacro momento in cui una donna viene onorata come una Madre della forza Creatrice. In questo periodo la donna abbandona la vecchia energia trasportata dal corpo e si prepara a ricollegarsi con la nuova fertilità di Madre Terra che porta con sé nel corso della Luna o mese, seguente.
I Nativi Americani pensano che durante il Tempo della Luna, la donna si riconnetta con Nonna Luna e Madre Terra, poiché la Luna regola il flusso delle maree (l’acqua o il sangue, di Madre Terra) e il ciclo della donna segue lo stesso tipo di ritmo.
Considerate per molti secoli Veggenti e Oracoli importanti delle Tribù, questa donne hanno confidato nei cicli del loro corpo e lasciando emergere con essi anche le proprie sensazioni,
Nella Tradizione Seneca, le Tende di Medicina e le Tende della Luna delle donne vengono a volte chiamate Tende Nere.
Il nero è il colore dell’Ovest nella Ruota di Medicina ed è in questa Direzione che si dice aver spazio la donna, poiché questo spazio è il luogo di tutti i nostri domani e la dimora dell’Orsa. Come l’Orsa si ritira nella grotta per digerire le informazioni e il cibo accumulati durante l’anno, così la donna si ritira nella tenda della Luna per onorare i doni che ha ricevuto da Madre Terra durante la Luna passata. Il colore nero del cielo notturno è dominato dalla luce argentea di Nonna Luna ed è di natura femminile. Questo è un altro motivo per cui le tende della donna nativa americana sono chiamate Tende Nere.
Le Tende Nere costituiscono il centro della Medicina della donna e l’unità della Sorellanza.
Secondo la Tradizione dei Nativi, ciascuno stadio della crescita femminile viene festeggiato e spiegato alle giovani ragazze che stanno diventando donne. L’insegnamento inizia prima dal menarca ed è segnato dai Riti di Passaggio. Ogni donna della tribù viene rispettata per il fatto di essere una Madre della Forza Creatrice, A ciascuna ragazza viene spiegato il Ciclico della Luna quando è pronta a diventare una forza capace di regolare il flusso della marea, come Nonna Luna. La ragazza impara a rispettare il proprio corpo e le sue necessità; in oltre viene istruita sul significato di essere donna e preparata a prendere il proprio ruolo tra le donne della Tribù.
Durante il Tempo della luna, alle donne veniva permesso di riposare; non si occupavano della cucina e non partecipavano alla quotidianità, che prevedeva mansioni pesanti. La Tradizione viene dal fatto che le donne avevano bisogno di accudire loro stesse durante il periodo del mestruo. Era considerato un diritto sacrosanto dalla donna il fatto di potersi ritirare per essere accudita e nutrita da Madre Terra, poiché ella aveva già adempito alla propria responsabilità di nutrire gli altri durante tutto il resto del mese.

fonte:https://occhiditerra.wordpress.com/2016/02/05/tende-rosse-ma-anche-della-luna-e-nere/

domenica 13 marzo 2016

La sorellanza

Vi è un particolar stato di essere che sono andata scoprendo negli anni e che tutt’oggi
sperimento: la sorellanza.
La sorellanza non è sentirsi amiche. Ha nulla a che fare con l’essere legate da un filo di sangue di stampo familiare. E’ molto, molto di più. La sorellanza varca quei confini dettati da ogni convenzione, da ogni modo di pensare. Naviga in mari puliti e liberi. Sperimentare la sorellanza non è provare alcun tipo di gelosia, invidia, rabbia, rancore, aspettative. Tutte quelle emozioni che muovono qualcosa di ”basso” insomma.
Vivere la sorellanza è sentirsi partecipi della gioia dell’altra, ma non solo sentirsi,  è partecipare col corpo, coi pensieri, con le emozioni tutte intere, ai successi dell’altra, alle sue conquiste, alle sue vittorie ed anche alle sue sconfitte. E’ comprendere che ogni passo che l’altra, la sorella, compie è un passso che fa per noi, è una strada che disegna per se stessa e non solo, è un sentiero che traccia per altre donne, per altre sorelle che sono in cammino.
La sorellanza è libertà dai se, dai ma, dai forse. E ancora dai sospetti che troppo spesso noi donne serbiamo nel cuore.
E’ libertà perchè sconfina in quel sentire che l’altra è parte di noi, che la sua vita è la nostra vita. Come non poterne quindi gioire.
E quando si varca questa soglia non si ha più davvero voglia di rimanere fermi a stagnare in tutto quel ”fango” in cui molto spesso noi donne amiamo veleggiare.
Si può tendere una fune questo si, ma se qualora questa fune si dovesse spezzare allora si procede oltre lasciando che quella barca prosegua seguendo il suo mare. Senza giudizio ma con la sola comprensione che ognuno è responsabile di se stesso. Nulla più.
La sorellanza è quel filo comune di sangue poiché questo a tutte noi appartiene. E’ andare nella trasparenza di uno sguardo. Nella mano tesa.
Nell'abbraccio che tutto contiene.


Fonte: http://www.glicinedorato.net/wordpress/2016/02/17/la-sorellanza/

Congedo mestruale per le dipendenti di un'azienda nel Regno Unito.

L'obiettivo è dare una maggiore flessibilità e creare "un ambiente lavorativo felice e sano"
E' UNA BUONA notizia per tutte quelle donne che soffrono di dolori nei giorni del ciclo. Nel Regno Unito un'azienda di Bristol, la Coexist, ha deciso di introdurre un congedo mestruale alle sue dipendenti che soffrono di dismenorrea. L'obiettivo è dare loro una maggiore flessibilità e creare "un ambiente lavorativo felice e sano". E si sa che quando il clima in ufficio è buono, diventa anche più produttivo.